Liberare energie: investire sulle rinnovabili
L’Europa ha concesso all’Italia maggiore flessibilità per gli investimenti nelle energie rinnovabili. “È un segnale importante – sottolinea il Presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper – ma queste risorse devono essere destinate a investimenti strategici e non alla spesa corrente. Dobbiamo liberare energia in tutti gli ambiti per sostenere la crescita”.
Rieper richiama l’attenzione su un dato chiave: in Italia oltre 4.000 progetti sono attualmente fermi in attesa di autorizzazione, per una capacità aggiuntiva di circa 150 GW. “È indispensabile accelerare i processi burocratici: tempi così lunghi non sono più sostenibili se vogliamo essere competitivi e affrontare con efficacia la transizione energetica”.
Investimenti mirati sono decisivi anche per l’Alto Adige. “Per raggiungere gli obiettivi climatici, l’Europa entro il 2040 dovrà più che raddoppiare la propria capacità installata, soprattutto eolica e solare, ma anche investire nell’idroelettrico e in altre fonti alternative come idrogeno e biomassa. L’Alto Adige parte da una posizione favorevole, che va valorizzata ulteriormente, potenziando la produzione, realizzando nuovi sistemi di stoccaggio e investendo in reti moderne ed efficienti. La nostra Autonomia può essere uno strumento in più per accelerare in questa direzione”.
Per rendere possibile la transizione energetica – garantendo da un lato sicurezza degli approvvigionamenti e dall’altro prezzi competitivi per famiglie e imprese – è necessario orientare i bilanci pubblici verso investimenti di lungo periodo. Con la recente approvazione del bilancio di assestamento, la Provincia di Bolzano ha a disposizione risorse per quasi 10 miliardi di euro, ma l’80 per cento è ancora destinato a spese correnti. “Serve chiarezza: la transizione energetica non sarà a costo zero. Al contrario, sarà necessario uno sforzo enorme, da parte di famiglie e imprese, ma anche da parte del settore pubblico. Per non trasferire nuovi debiti alle prossime generazioni, dobbiamo liberare risorse eliminando sprechi e duplicazioni e investirle nel futuro”, evidenzia Rieper.
Le imprese continueranno a fare la propria parte: “Qualunque sia il problema da affrontare, vogliamo essere e saremo parte della soluzione. Anche per quanto riguarda la transizione energetica e la decarbonizzazione. Negli ultimi 45 anni, il consumo energetico dell’industria altoatesina è diminuito del 40 per cento, ma l’output prodotto dalle nostre imprese è significativamente aumentato, grazie allo sviluppo tecnologico e alla loro propensione a investire. Su questa strada vogliamo proseguire”, chiude Rieper.
