L’Europa deve sostenere l’innovazione e diventare più indipendente
Confronto internazionale tra rappresentanti dell’industria e parlamentari europei a Mestre e Monaco di Baviera
L’Europa si trova di fronte a scelte decisive per la sua competitività futura. Attualmente sono in corso i negoziati sul nuovo “Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028–2034”. Questo documento determinerà in modo determinante quali opportunità l’UE potrà offrire per gli investimenti nella ricerca, nell’innovazione, nella competitività e nello sviluppo regionale.
Per questo motivo, le associazioni industriali territoriali del Nord-Est, tra cui Confindustria Alto Adige, Confindustria Veneto, Confindustria Emilia-Romagna, Confindustria Friuli Venezia Giulia e Confindustria Trento, hanno recentemente organizzato a Mestre un incontro congiunto con i parlamentari europei dei rispettivi territori. Durante il dibattito è emerso chiaramente che l’innovazione è il motore per una maggiore competitività in Europa e che l’industria nei territori va rafforzata. Sono infatti le imprese, anche al di fuori dei grandi centri urbani, a promuovere l’innovazione e a contribuire in modo determinante all’occupazione e al benessere in Europa.
La proposta della Commissione europea prevede per il periodo 2028-2034 un totale di circa 409 miliardi di euro per rafforzare la competitività, la ricerca e l’innovazione. Di questi, 175 miliardi di euro sono destinati al programma centrale dell’UE “Horizon Europe” per la ricerca e l’innovazione. Altri 234 miliardi di euro sono destinati al nuovo “European Competitiveness Fund”, che avrà lo scopo di sostenere gli investimenti nelle tecnologie strategiche e la loro implementazione fino alla fase di applicazione industriale.
Per Confindustria Alto Adige ha partecipato all’incontro a Mestre la Vice-Presidente Evelyn Kirchmaier. “Nei nostri territori ci sono molte imprese all’avanguardia. Proprio nel campo della ricerca e dell’innovazione dobbiamo mantenere questo vantaggio. A tal fine, in Europa abbiamo bisogno di un quadro finanziario che promuova l’innovazione, sostenga gli investimenti, rafforzi la competitività delle imprese e tenga in considerazione i territori. È fondamentale che le nostre imprese possano avvalersi di questi fondi in modo più semplice e meno burocratico. Le opportunità di finanziamento devono essere rese più accessibili per le imprese e consentire una migliore pianificazione”, ha sottolineato Kirchmaier.
Durante la discussione, l’europarlamentare altoatesino Herbert Dorfmann ha sottolineato l’importanza di una politica di coesione equilibrata e di margini di manovra a livello territoriale: “Il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea influenzerà in modo determinante la politica dell’Unione europea fino alla metà del prossimo decennio. Proprio in tempi economicamente complessi è quindi importante elaborare un bilancio che rafforzi la competitività e lo sviluppo economico dell’Europa. Abbiamo bisogno di un bilancio che sostenga lo sviluppo delle nostre imprese e promuova la competitività dell’economia europea nel suo complesso. Allo stesso tempo, è necessario garantire un margine di manovra territoriale sufficiente nella definizione delle misure. Infatti, è sul territorio che si sa meglio come impiegare in modo efficiente le risorse disponibili. Ed è proprio sul territorio che si hanno le migliori possibilità di verificare che i fondi vengano utilizzati in modo mirato e ragionevole”.
Il rafforzamento dell’industria europea è stato anche il tema di un evento organizzato dall’Associazione dell’economia bavarese - vbw a Monaco di Baviera. Durante la tavola rotonda, alla quale hanno partecipato numerosi rappresentanti dell’industria europea, tra cui il Direttore di Confindustria Alto Adige, Mirco Marchiodi, e il capogruppo del Partito popolare europeo (PPE) al Parlamento europeo, Manfred Weber, sono state analizzate le crescenti sfide che l’industria europea deve affrontare nella concorrenza internazionale e la questione di come l’Europa possa reagire in modo coeso a tali sfide.
Tutti si sono trovati d'accordo sul fatto che l'UE debba prima di tutto fare la propria parte: questo significa in particolare il rafforzamento del mercato interno, la riduzione mirata delle dipendenze critiche, prezzi dell’energia competitivi, lo snellimento della burocrazia e investimenti consistenti nella sicurezza. Allo stesso tempo, l’Europa ha bisogno di mercati aperti, di ulteriori accordi di libero scambio e di nuovi partenariati strategici, come quello appena avviato con il Canada. Ciò può contribuire ad aumentare la diversificazione e ad aprire nuove prospettive per le imprese europee. “L’Europa non ha bisogno di ulteriori barriere, ma di maggiore competitività”, ha sintetizzato Marchiodi.




